Chi siamo

C’è viene costituita nel gennaio 2014 per iniziativa di Raffaele Buranelli e Karin Proia, con la volontà di realizzare opere che coniughino originalità e interesse presso un pubblico ampio; che possano suscitare l’attenzione dello spettatore più consapevole, come di quello alla ricerca principalmente di svago o emozioni.

C’è, inoltre, vede nel cinema e nell’audiovisivo anche un’importante opportunità di comunicazione e di crescita della consapevolezza personale e collettiva. Si prefigge, pertanto, di veicolare attraverso le proprie produzioni, sotto varie forme, contenuti ed iniziative di sensibilizzazione, solidarietà e prevenzione a favore della coscienza sociale e della comunità.

Raffaele Buranelli


Laureato con lode in DAMS con indirizzo Regia Cinematografica e Televisiva, completa il percorso specialistico in Studi Storici, Critici e Teorici su Cinema e Audiovisivi presso l'Università degli Studi di Roma Tre.
Debutta come attore nel 1987 nella miniserie Due fratelli, di Alberto Lattuada. Nel 1990 appare per la prima volta sugli schermi cinematografici con la produzione americana Capitan America e l’anno seguente è protagonista di Florence my love di Seiji Izumi. Seguiranno poi film come Piccole anime di Giacomo Ciarrapico, Gioco perverso di Italo Moscati e serie televisive, tra cui Il bello delle donne, Incantesimo, Stay Lucky di David Reynolds, Sei forte maestro ed altre.
In teatro esordisce nel 1992 con Le nuvole di Aristofane. Lavorerà poi, tra gli altri, con Mario Scaccia, Mattia Torre, Giacomo Ciarrapico.
Tra il 1998 e il 2002 è protagonista di 16 campagne pubblicitarie, anche a diffusione mondiale, una delle quali con la regia di Michel Gondry.
Dal 2008 inizia a dedicarsi anche alla produzione e alla produzione esecutiva.
Nel 2009 realizza il suo primo cortometraggio da regista, Salomè - una storia, vincendo il Premio di qualità Opera Imaie ed il Festival Internazionale del Cinema d’Arte.
È stato membro della Direzione nazionale di IndiCinema, associazione che comprende, tra le altre, ANAC e FIDAC e che ha formulato un nuovo modello produttivo e distributivo a favore del cinema indipendente italiano, per la quale ha ricoperto anche il ruolo di Responsabile della distribuzione.

Karin Proia


Nata a Latina nel 1974, fin da bambina studia pianoforte e canto. Presto si appassiona anche alla fotografia e alle arti plastiche e visive.
Si diploma al Conservatorio Licino Refice di Frosinone e, conseguito anche il diploma di Maestro d’Arte, si specializza in Arte Applicata presso l’Istituto Statale d’Arte Juana Romani di Velletri. Si iscrive al Dipartimento Musica e Spettacolo dell’Università La Sapienza. Parallelamente studia recitazione al SAT (Scuola Addestramento Teatrale) di Roma e frequenta un laboratorio di Psicodramma col professor Ferruccio di Cori.
Nel 1994 debutta come attrice al Teatro Greco di Taormina nella tragedia di Arthur Miller Uno sguardo dal ponte, per la regia di Teodoro Cassano, in cui interpreta Catherine, causa innocente della passione dello zio Eddie Carbone, interpretato da Michele Placido. A teatro lavora, tra gli altri, in Prova a chiamarmi di Hal Salwen, regia di Pino Quartullo e Liolà di Luigi Pirandello, dove interpreta Tuzza, per la regia di Gigi Proietti.
Il debutto al cinema arriva nel 1996 con Cinque giorni di tempesta, regia di Francesco Calogero, a cui seguono, tra gli altri, Terra Bruciata di Fabio Segatori e Segreti di famiglia di Dennis Berry, lavorando anche a fianco ad attori come Joe Mantegna, Emmanuelle Seigner, Henry Cavill, Armin Mueller-Stahl, Giancarlo Giannini, Sergio Castellitto, Burt Young.
Per la televisione lavora come protagonista in film e serie come La vita che verrà, regia di Pasquale Pozzessere, Vola Sciusciù, di Joseph Sargent, Crociati, regia di Dominique Othenin-Girard, Vite a perdere, di Paolo Bianchini, Area Paradiso di Diego Abatantuono e Armando Trivellini, la serie cult Boris 2 di Ciarrapico, Torre e Vendruscolo, etc.
Nel 2008 realizza la sua prima regia, un cortometraggio da lei scritto, dal titolo Farfallina, proiettato e premiato in vari festival. Tra il 2014 e il 2015 gira il suo primo lungometraggio, il film Una gita a Roma con Claudia Cardinale, Philippe Leroy e le musiche di Nicola Piovani, proiettato per la prima volta al FEFF2016 di Toronto dove riceve tre nominations, come Best Show, Best Debut Film e Best Foreign Film, e viene premiato come Miglior Film Straniero.